Ho preso parte al lancio di OrCam MyEye 2.0, la versione aggiornata del device OrCam MyEye per le persone non vedenti e ipovedenti. Vi racconto la mia esperienza.


Il 3 ottobre di quest’anno ho partecipato a un evento organizzato da OrCam, azienda fondata da Amnon Shashua e Ziv Aviram. OrCam è una start up israeliana in forte crescita, che di recente ha beneficiato di una raccolta fondi di 56 milioni di dollari, per lavorare allo sviluppo di un dispositivo progettato per “restituire” una vista artificiale ai non vedenti.

Quel giorno fui invitato al lancio della nuova versione, aggiornata e migliorata, del loro famoso dispositivo OrCam MyEye. Così la mattina presto, mi sono recato sul luogo dell’invito – il ristorante Dans le Noir – per una colazione piuttosto speciale.

Sapevo già che OrCam MyEye è un dispositivo creato per migliorare la vita quotidiana delle persone ipovedenti, in quanto il mio ottico mi aveva convinto a provare la prima versione. Ero quindi già a conoscenza di questo dispositivo e sono rimasto davvero impressionato dal suo potenziale.

Sono arrivato al ristorante con la mia amica Véronique, e lì abbiamo potuto incontrare molte persone sia interessate alla disabilità in generale (blogger, giornalisti) che in particolare alla disabilità visiva (ottici, associazioni, personale di OrCam, Essilor e il direttore generale di una catena di stazioni termali e ristoranti che dà lavoro a molte persone ipovedenti).

La colazione si è svolta nella più totale oscurità. Ho avuto modo di riscoprire un’esperienza che avevo già vissuto quattro anni fa, proprio in questa stanza. Ma questa volta è stata un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disabilità visiva e stringere amicizia con altri ospiti in un’atmosfera amichevole.

Poi, a coronamento di questo piacevole appuntamento, siamo andati in un’altra stanza per assistere ad una dimostrazione dal vivo del nuovo device. Un’esperienza entusiasmante. Ho trovato questo strumento molto interessante e innovativo, e le sue funzionalità davvero utili. Sapevo peraltro che OrCam MyEye aveva ricevuto un premio nel 2016 alla fiera internazionale SILMO dedicata agli ottici e ai professionisti del settore.

Pratico, leggero e discreto, OrCam MyEye è un dispositivo wearable per la visione artificiale, specificatamente studiato per le persone non vedenti, ipovedenti o con problemi di lettura. Il device, composto da una piccola smart camera applicata all’asticella degli occhiali, capta le diverse informazioni visive e le trasmette in forma verbale tramite un altoparlante miniaturizzato.
La “centrale operativa” di OrCam MyEye è una piccola unità di base composta da una batteria e un mini computer che funziona senza connessione internet e dotato di un programma di intelligenza artificiale.
L’utilizzo del device è davvero intuitivo: basta ascoltare la voce audio che descrive e racconta quanto viene captato e letto dalla smart camera: oggetti e volti memorizzati, biglietti, testi, insomma, tutto quanto non è possibile vedere e leggere quando si vive nella totale o parziale oscurità.

In effetti noi ipovedenti perdiamo molta autonomia in un mondo che non si adatta affatto alle nostre esigenze specifiche. Le nuove tecnologie non ci danno solo speranza. Alcune di queste, come l’optogenetica e la terapia genica, o alcune microtecnologie avanzate, come gli impianti retinici, fermano la progressione della malattia o sono in grado di restituire parte della vista perduta. Altre tecnologie integrative, come OrCam MyEye, sono soluzioni adattive. Soluzioni che ci permettono di migliorare la nostra vita quotidiana e di recuperare parte di questa autonomia perduta. Inoltre, ci permettono di riconquistare la nostra indipendenza, sia nel lavoro che nella vita sociale, e di trovare un nuovo equilibrio. Oppure, possiamo semplicemente riassaporare il piacere della lettura.

In generale, si tratta per noi di ricominciare a fruire di ciò che ci circonda, di interagire con il mondo e sentirsi attivi.

Ringrazio OrCam per aver affrontato questo problema e sviluppato una soluzione pratica. Ci sta avvicinando sempre più alla libertà.